Oggi qualsiasi attività economica è basata sulla conoscenza dei dati (Big data) nata dalla “filosofia” dell’internet of things e nemmeno il turismo, oggi, ne è immune.

Cosa sono i “big data”? Niente di sconvolgente, o circa. I big data sono per definizione tutti quei dati che possono essere raccolti e catalogati. Sono tutte quelle informazioni che come singoli individui, istituzioni, aziende, ecc. rilasciamo o raccogliamo giornalmente in tutte le nostre attività. Dove si raccolgono? Questi big data si raccolgono ovunque, tramite qualsiasi attività quotidiana che noi facciamo. Il raccoglitore principale di dati è sicuramente internet, ma, ad esempio, anche gli istituti di credito raccolgono dati generati dai movimenti della nostra carta di credito. La raccolta può avvenire anche tramite i sistemi “tradizionali” usati dagli istituti di ricerca. Perchè sono così importanti? L’utilizzo di questi dati, una volta affinati, anche e grazie soprattutto ai computer, possono offrire numerose soluzioni o comunque offrire spunti per trovare soluzioni alle problematiche che quotidianamente l’uomo si trova ad affrontare. Un esempio, applicato in campo medico, è sicuramente la previsione di diffusione dell’influenza che Google, con lo strumento Google Flu Trends (attualmente non più attivo), è riuscito a fornire dal 2008 al 2014 negli Usa in anteprima rispetto al ministero della salute americano, solo grazie all’analisi dei dati raccolti in remoto tramite internet. Ma nel turismo? Abbiamo capito che questi dati sono enormi per quantità e qualità, che possiamo analizzarli, che possiamo sfruttarli (positivamente) per capire e risolvere problemi. Ecco nel turismo possiamo usarli per capire quali sono o saranno i trend richiesti dal mercato, cosa le persone ricercano, dove sono andate e cos’hanno visto. Questo porta ad una “targettizzazione” precisa per chi volesse promuoversi presso una fascia specifica di pubblico, ottenendo quindi che il suo investimento in promozione avrà un ritorno  elevato perchè ha capito a chi rivolgersi, come rivolgersi a lui e che aspettative creare per catturare la sua attenzione. L’uso sapiente di questi dati è alla base, oggi, di qualsiasi campagna pubblicitaria e di qualsiasi iniziativa imprenditoriale in quanto è possibile capire se il mercato può rispondere o meno al lancio di un prodotto o alla presentazione di un servizio. Ovviamente non sono qui a sostenere che dei meri calcoli algebrici possano essere una soluzione, o la soluzione di tutti i problemi del turismo o che porteranno sicuramente ad un ritorno degli investimenti. Bisogna infatti comprendere questi dati, capirli, applicarli e soprattutto non dimenticare che a comporre quel dato c’è una persona in carne ed ossa (e sentimenti) che se usufruisce del nostro servizio perchè ci ha conosciuto tramite la nostra pubblicità, avrà bisogno di “essere coccolato” e seguito per ottenere poi dal cliente stesso quel ROI importantissimo: la fidelizzazione.

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